Per la Newsletter di Assagenti di Novembre il contributo dell’Avv. Francesca Barisione in materia di limitazione del debito armatoriale si concentra sulle principali difficoltà applicative dell’istituto in Italia, a partire dalle note lacune che caratterizzano la legislazione applicabile alle navi italiane di stazza lorda uguale o superiore alle 300 tonnellate, stante la mancata formale ratifica della Convenzione di Londra del 1976 relativa alla limitazione della responsabilità per i crediti marittimi, adottata dall’IMO, come modificata dal Protocollo del 1996 (LLMC 1996), essendosi il D. Lgs. 111/2012, limitato a recepire la Direttiva 2009/20/CE sull’assicurazione degli armatori per i crediti marittimi (per somme almeno pari ai limiti previsti nella LLMC 1996).
Il contributo si sofferma, inoltre, sulla sentenza della Corte di Cassazione n. 25290/2025, che si è pronunciata sul regime previsto dal Codice della Navigazione (artt. 275 e ss.), che regola la limitazione del debito armatoriale per le navi italiane di stazza lorda inferiore alle 300 tonnellate, respingendo la questione di legittimità costituzionale degli artt. 275 e 276 cod. navi in relazione agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, ed affermando che, secondo la Corte, il regime codicistico garantirebbe un giusto equilibrio tra i contrapposti interessi dei danneggiati al risarcimento, da una parte, e della continuità economica dell’attività marittima, considerata essenziale, dall’altra.