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La limitazione del debito armatoriale: luci e ombre dell’istituto in Italia – Newsletter Assagenti

Data di pubblicazione
16 December 2025
Aree di competenza
Commercio Internazionale

Per la Newsletter di Assagenti di Novembre il contributo dell’Avv. Francesca Barisione in materia di limitazione del debito armatoriale si concentra sulle principali difficoltà applicative dell’istituto in Italia, a partire dalle note lacune che caratterizzano la legislazione applicabile alle navi italiane di stazza lorda uguale o superiore alle 300 tonnellate, stante la mancata formale ratifica della Convenzione di Londra del 1976 relativa alla limitazione della responsabilità per i crediti marittimi, adottata dall’IMO, come  modificata dal Protocollo del 1996 (LLMC 1996), essendosi il D. Lgs. 111/2012, limitato a recepire la Direttiva 2009/20/CE sull’assicurazione degli armatori per i crediti marittimi (per somme almeno pari ai limiti previsti nella LLMC 1996).

Il contributo si sofferma, inoltre, sulla sentenza della Corte di Cassazione n. 25290/2025, che si è pronunciata sul regime previsto dal Codice della Navigazione (artt. 275 e ss.), che regola la limitazione del debito armatoriale per le navi italiane di stazza lorda inferiore alle 300 tonnellate, respingendo la questione di legittimità costituzionale degli artt. 275 e 276 cod. navi in relazione agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, ed affermando che, secondo la Corte, il regime codicistico garantirebbe un giusto equilibrio tra i contrapposti interessi dei danneggiati al risarcimento, da una parte, e della continuità economica dell’attività marittima, considerata essenziale, dall’altra.

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