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Sequestro navale e giurisdizione: una ricostruzione “dinamica” del radicamento cautelare – Newsletter Assagenti

 Può un giudice italiano autorizzare il sequestro conservativo di una nave quando, al momento del deposito del ricorso, la nave non si trova ancora in acque territoriali italiane? Il Tribunale di Ravenna nell’ordinanza del 29 dicembre 2025 ha risposto in senso positivo. Nel suo contributo l’Avv. Barisione spiega che nel caso esaminato, un creditore aveva richiesto al Tribunale il sequestro conservativo di una nave quando la stessa era ancora in navigazione in acque internazionali. Solo dopo l’introduzione del procedimento, l’unità approdava effettivamente nel porto di Ravenna. A seguito dell’eccezione della resistente, che contestava la giurisdizione italiana richiamando il principio generale di cui all’art. 5 c.p.c., in forza del quale la giurisdizione si determina con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento del deposito del ricorso per sequestro, il Tribunale ha escluso l’applicazione di tale criterio di giurisdizione, ritenendo necessario fare riferimento alla disciplina di diritto internazionale privato prevista dalla Legge n. 218/1995 ed in particolare ai suoi artt. 8 e 10, valorizzando elementi sopravvenuti, quali l’approdo della nave in un porto italiano ed il luogo di esecuzione della misura cautelare. 

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